Le catacombe ebraiche di Venosa

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La comunità ebraica di Venosa, in Basilicata, era probabilmente una delle tante comunità della diaspora, migrate in Italia dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme per mano dei Romani di Tito.

Nei primi secoli, tra il quarto e il sesto, questa comunità aveva raggiunto anche una certa floridezza economica e poteva permettersi di seppellire i suoi defunti in un cimitero proprio, scavato nel tufo della collina della Maddalena.

Le iscrizioni tombali che leggiamo nelle Catacombe ebraiche di Venosa, scritte in greco, latino ed ebraico attestano l’alto livello di integrazione con la società locale e ci fanno conoscere l’organizzazione comunitaria dell’epoca, con riferimento a cariche e ruoli, ricoperti anche all’esterno del mondo ebraico.

È attestata la presenza dell’archisinagogo (il capo della sinagoga), dei gherusiarchi (i capi degli anziani), degli archiatri (i medici ufficiali), dei didascali (i maestri della Legge) e dei presbiteri (i membri del Consiglio).

Alcuni personaggi sono insigniti del titolo di “patrono della città”, a testimonianza della perfetta integrazione degli ebrei non solo nella società, ma anche nell’amministrazione della città.

Le catacombe ebraiche sono situate oltre l’attuale cimitero della città e sono raggiungibili percorrendo la strada provinciale n. 18 “Ofantina”, circa due km a nord di Venosa.
Il sito, isolato, è stato oggetto di lavori promossi dalla Soprintendenza Archeologica della Basilicata volti al recupero statico-strutturale, reso necessario dalle frane interne causate dalla friabilità della roccia.
Altri interventi hanno consentito di attrezzare l’area di accoglienza e i percorsi interni aprendo così le catacombe alle visite del pubblico.
Il complesso sepolcrale è costituito da una rete di corridoi di varia larghezza e dal tracciato irregolare. Le pareti e il pavimento dei corridoi ospitano le nicchie e i loculi per la sepoltura dei defunti, in origine coperti da lastre di marmo o da tegole di terracotta. Altre tumulazioni sono organizzate in cubicoli (tombe a camera con molteplici sepolture di gruppi familiari) e arcosoli (loculi ricavati in una nicchia sormontata da un arco).

Alcune aree presentano iscrizioni e decorazioni ad affresco caratterizzate da simboli della tradizione ebraica.

Emozionante è stata la scoperta di un magnifico arcosolio affrescato, pur se non accessibile.

L’arcosolio ha una lunetta dipinta con il candelabro a sette bracci (menorah), affiancato da un corno (shofar), un’anfora per l’olio, un ramo di palma e un cedro legati alla festa autunnale del Sukkoth; i lati sono affrescati con tralci di rose e ghirlande.

Ingresso delle catacombe

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