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Località e dintorni

Venosa non si visita da sola. Attorno, lungo il tracciato della Via Appia, ci sono borghi che meritano una sosta: castelli normanni, chiese scavate nel tufo, terme, vigneti e panorami sull’Alta Valle del Bradano.

Melfi

Uno scrigno di bellezze culturali e naturali. La cattedrale di Santa Maria Assunta del 1153 conserva il campanile normanno originale, mentre il resto fu riedificato in stile barocco. Da vedere le chiese rupestri di Santa Margherita e Santa Lucia (XIII secolo), scavate nel tufo, e il Museo Diocesano.

Il Castello di Melfi, di origine normanna e ampliato da Federico II, ospita il Museo archeologico nazionale del Melfese «Massimo Pallottino». Fu qui che nel 1231 vennero promulgate le Costituzioni Melfitane.

Panoramica di Venosa con il Castello Pirro del Balzo e case colorate, campi verdi e cielo azzurro con nuvole bianche.

Rapolla

Incantevole borgo rurale a 450 metri nel cuore del Vulture, fra Melfi e Venosa. Il paesaggio è circondato da boschi, torrenti e aree da pascolo, con diverse sorgenti di acque termali, fanghi e bagni terapeutici. Lo sguardo si perde fra vigneti e uliveti.

Storica sede vescovile, Rapolla concentra un buon numero di edifici di culto fra conventi, monasteri e chiese. Il Sarcofago di Rapolla, capolavoro romano di età antonina rinvenuto qui nel 1856, è oggi esposto al Museo archeologico nazionale del Melfese, dentro il castello di Melfi.

A sinistra il centro storico di Venosa con case colorate e un campanile, a destra un sarcofago romano scolpito con figure.

Venosa

Uno dei Borghi più belli d’Italia. Passeggiando per le stradine del centro storico si viene catapultati in un periodo lontano, ricco di fascino e suggestioni.

Patria del poeta latino Quinto Orazio Flacco (65 a.C. – 8 a.C.) e del madrigalista rinascimentale Carlo Gesualdo da Venosa (1566 – 1613). Venusia, fondata dai Romani nel 291 a.C., conserva il Parco Archeologico con l’Abbazia della Santissima Trinità e l’Incompiuta, il Castello Aragonese e le catacombe ebraiche.

Cosa vedere a Venosa · Quinto Orazio Flacco · Carlo Gesualdo

Vista aerea dell'abbazia della Santissima Trinità di Venosa con la chiesa Incompiuta, edifici e rovine circostanti.

Palazzo San Gervasio

Il borgo sorge su un promontorio di 483 metri da cui si gode un ampio panorama sulla vicina Murgia pugliese. Il nome racconta la sua storia: Palatium Sancti Gervasi rimanda al palazzo-maniero fatto edificare dall’imperatore Federico II di Svevia, che lo utilizzava per la caccia e per l’allevamento dei cavalli.

Da visitare la Pinacoteca D’Errico.

Veduta aerea sul centro abitato di Venosa e un ritratto ottocentesco di uomo con baffi bianchi, giacca nera e papillon.

Banzi

Piccolo centro collinare affacciato sull’alta valle della Fiumarella, nel cuore dell’Alta Valle del Bradano. È l’antica Bantia, che compare negli scritti di Tito Livio, di Plutarco e dello stesso Orazio.

Ne è testimone la grande necropoli del VI-IV secolo a.C. scoperta nel 1730: più di seicento sepolture.

Finestra bifora in pietra con decorazioni gotiche e vasi di fiori rossi sul davanzale, su parete di pietra. A destra.

Genzano di Lucania

Antico insediamento romano su un promontorio collinare a 587 metri. Si divide in due nuclei distinti — il borgo vecchio e il paese nuovo — aggrappati a uno sperone di roccia circondato da valloni, da cui si ammira un paesaggio incantevole sull’Alta Valle del Bradano.

Fra gli angoli da scoprire, la caratteristica Fontana Cavallina.

Poco fuori dal paese, isolato su un’altura, il castello di Monteserico domina la valle del Bradano: per la sua posizione fu un punto di controllo strategico fin dal Medioevo.

Sulla sinistra, il Castello Pirro del Balzo su un colle verde. Sulla destra, una fontana monumentale in pietra.

Come si collegano

Tutti questi borghi si trovano sul tracciato della Via Appia Antica, patrimonio UNESCO dal 2024: il percorso completo e la mappa sono in itinerari.

Per raggiungerli: come arrivare a Venosa.